Approfitto per pubblicare alcune risposte che ho scritto in una mail ai miei zii. Credo che facciano capire qualcosa della vita che sto facendo in Argentina.
Come fai ad organizzare il tour di 4-5 giorni se lavori cinque giorni alla settimana? Hai gia' maturato ferie?
Di ferie non ne posso prendere, ho semplicemente approfittato della triste festa della scoperta dell’America. Comunque qui sono abbastanza libero di fare come voglio a lavoro.
Raccontaci della signora che ti ospita in modo che anche noi la si possa immaginare.
Si chiama Ros-Marie (ma lei ama farsi chiamare Ros). È un tipo singolare. Amante degli animali e delle piante, con cui parla spesso. Ros fa l’insegnante di biologia alla scuola media.
Porta i capelli non molto lunghi, e lisci. I suoi occhi sono un pochino strabici e severi e credo che spaventano i suoi alunni. Indossa sempre una camicia a quadri e una jeans.
Ros ha anche una voce severa ha un modo di parlare molto teatrale, alla Mughini per intenderci. Però è molto gentile con me, sempre pronta ad aiutarmi e a darmi passaggi con la macchina. In cucina è pigra e molte volte aspetta che io torni per mangiare pasta italiana. Ahimè non le piace l’aglio e la cipolla!
Cucini italiano, argentino o mangi sempre fuori? E quali piatti goduriosi ci sono da quelle parti?
La maggior parte delle volte mangio fuori. A pranzo sono costretto a mangiare nel Consolato, e di solito mi preparo dei panini. Spesso per la cena mi dirigo nell’ostello, dove sono stato i primi giorni, per cucinare insieme ai miei amici. Di solito sono l’addetto alla pasta. Un giorno ho cucinato addirittura per 12 persone.
I piatti migliori sono sicuramente quelli che hanno a che fare con la carne. Ma sapete il quale appassionato di carne sono. La cosa buona è che la carne si cucina sempre alla « parrilla », ovvero alla brace.
Che ci dici delle montagne che ti circondano?
Il panorama intorno a Mendoza è meraviglioso perchè si possono scorgere sempre montangne innevate all’orizzonte. Una volta recato sulla montagna mi sono trovato un paesaggio straordinari perchè si inconta ogni tipo di colore, roccia e clima.
I locali, nel senso di abitanti, sono aperti e colloquiali?
Bella domanda. gli argentini sono un popolo orgoglioso e dignitoso hanno una cultura tipica sudamericana, improvvisano molto. Sono aperti e simpatici, ma la povertà spesso li rende costretti a non comportarsi correttamente.
Com'e' la fauna (nel senso di femmine) del posto?
A questa domanda credevo che fosse più interessato Sandro. Comunque c’è di tutto e la media sicuramente è molto alta. Ci sono molti ragazze (anche ragazzi) che hanno una tipica fisionomia cilena, e a me piace molto.
Passato l'effetto del caffe' portato, come sono i rapporti con i colleghi?
I rapporti coi colleghi sono ottimali. Mi hanno preso a ben volere e anche io ci sto mettemdo molto impegno nel lavoro. Purtroppo il caffè sta già finendo, credo di avere dei colleghi drogati di caffè.
Stai migliorando con lo spagnolo?
Piano piano sto superando il momento dell’Ita-gnol. Comunque non ho mai avuto grossi problemi di comunicazione.
Stai leggendo qualcosa di bello?
Mi sono fatto prestare un bel libro di storia argentina da una mia collega, però il tempo scarseggia e a casa sto pochissimo. Come lettura italiana sto cercando di leggere “Manituana” di Wu Ming..
Ti sei finalmente deciso ad investire un po' di soldi nei bond argentini?
Tornerò in Italia con una grossa quantità di bond argentini, non volevo svelarlo ma saranno i regali che porterò con me.
Stai seguendo anche il loro campionato di calcio?
Non molto. Cerco di seguire solamente la Juve. Più che guardare la tv preferisco fare una passeggiata.
Idea viaggio:
In Sud America non si può organizzare niente. Nulla è certo, per quanto uno voglia pianificare un viaggio, una gita o una escursione, rimane sempre tutto improvvisato.
Decisi di partire in direzione de La Rioja percorrendo il deserto del Cuyo,alla ricerca di luoghi meravigliosi riconosciuti dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità. Talampaya, Laguna Brava e Valle de la luna, questi sono i nomi.
Le distanze:
Un grosso problema, per chi ha intenzione di viaggiare in Argentina, è la distanza che separa un luogo dall’altro. Seguire il tragitto che ho compiuto su una cartina dell’Argentina, sembrerebbe la distanza che intercorre tra Roma e Viterbo. Invece ho dovuto sopportare qualcosa come 13-14 ore di bus all’andata e altrett’anti al ritorno. E che bus!
Talampaya:
D’accordo con l’autista sono sceso dal bus prima di Villa Union, di fronte l’entrata del parco. Per fortuna con con me c’erano due ragazzi de La Rioja, Luis e Daniela, conosciuti nel bus e rivelatisi fondamentali.
Fiume secco del tala, così si traduce Talampaya, nome che dice molto del luogo. Un fiume in mezzo al deserto del Cuyo che porta acqua un solo momento e poi non più. Il resto dei giorni si cammina nel letto del fiume secco. Il giorno tropicale era afoso, nonstante i 1500 mt d’altura. All’improvviso quello che non ti aspetti. Un torrente d’acqua in piena, allaga tutte le strade percorribili. Subito le guide ci indirizzano nei posti più alti, dove l’acqua non può arrivare. Fenomeno che si può realizzare soltanto 2-3 volte l’anno, gran culo! Le guide, anch’esse sbigottite da tale evento, ci spiegarono che stava piovendo a qualche km di distanza, mentre dove mi trovavo io ancora albergava un bel sole.
Villa Union:
Villa Union è il nome del paese dove albergavo. Raggiungerlo da Talampaya fu un’impresa. Alle 16.30 passava l’ultimo bus per Villa Union. Le guide, in pieno stile sudamericano, mi avevano rassicurato che il tour finiva massimo alle 16. Ovviamente il tour di Talampaya terminò all 18.30. Luis, Daniela ed io fummo costretti a ricercare un passaggio facendo, per la prima volta nella mia vita, l’autostop. Fummo fortunati. Alcune guide di Talampaya, alla guida di una camionetta, ci riconobbero e ci portarono a Villa Union.
Villa Union è un paese molto piccolo, con una piazza principale e una via principale. Intorno ci sono le abitazioni, rigorosamente costruite col fango. Vento e polvere dappertutto. Il deserto nelle vicinanze si faceva sentire. Povertà, branchi di cani e desolazione.
Dona Gringa:
Dona Gringa è il nome della posada dove ho passato 2 notti.Una signora sulla settantina che gestisce la posada con l’aiuto di 2 figlie. Parla un dialetto argentino molto difficile da comprendere. Tutto sommato la posada non era male, ahimè mancavano le porte delle stanze.
Laguna Brava:
Il giorno dopo Roberto, una guida molto diligente, mi passò a prendere direttamente da Dona Gringa. E con me altri 4 signori di Cordoba.
Direzione Laguna Brava. Una laguna che si trova a 4.200 mt d’altezza. Paesaggi meraviogliosi, fantascientifici, alla Stalker. L’altezza si faceva sentire. Mal di orecchie e giramenti di testa. Mai stato prima ad un’altezza del genere.
La Rioja:
L’ultimo giorno di “vacanza” l’ho passato a La Rioja. Piccolo paese tutto sommato non male. Luis mi passò a prendere con la moto e mi fece fare un giro nel centro della città.
Dopodichè tutti a casa di Alfonso dove si riuniva il gruppo musicale di Luis. Musica folcloristica e mate a volontà. Dopo, tutti a mangiare una pizza. Biliardo e cerveza.
Arrivo a Mendoza:
Martedì ore 12 misi il il piede in terra mendocina. Dall’una alle 17 a lavoro, e alle 20 innaugurazione di Plaza Italia, anche in questa occasione per lavorare. La tv locale mi ha ripreso.